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  1. Il Ristorante “All’insegna del Gallo” locale interessante e perchè no… materia di studio!!!

    aprile 5, 2013 by Sara Bonafè

    Buon giorno a tutti, io propongo di usare questo luogo come materia per i nostri studi, in quanto ha già un blog, due pagine face book e possiamo valutare i risultati, perché non è una simulazione ma un posto reale!!!

    il locale oggi

    il locale oggi

    Il Ristorante, Pizzeria “All’insegna del Gallo” è posto  sulla strada, in zona le Bagnesi, a Scandicci, appena prima del ponte sulla Greve. È  visibile per via dei colori intensi del colonnato della facciata e per le varie installazioni che cambiano tema a seconda del periodo dell’anno. Il locale è un vecchio mulino  ristrutturato negli anni ottanta, e si sviluppa in altezza su due piani e una mansarda usata per le feste a buffet.

    interno ristorante

    Al pian terreno ci sono due accoglienti sale con tavoli distribuiti in modo spazioso. All’ingresso c’è la pizzeria a vista, dove i pizzaioli  preparano pizze sottili e cotte nel forno a legna. Il ristorante ha un guardaroba e uno spazio dedicato ai piccoli clienti, con giochi e libriccini interattivi.

    Il locale è promotore della rassegna “L’Arte in trattoria” con mostre fotografiche e di quadri, che cambiano ogni due mesi, rendendolo sempre nuovo ed esclusivo.

    All’interno c’è un ampio giardino, per servire i clienti durante le belle serate estive ed è fresco anche nei periodi più caldi, perché è vicino al fiume Greve.

    interno caffè letterario

    uno dei tavolini davanti al bancone nel Caffè Letterario del Gallo

    uno dei tavolini davanti al bancone nel Caffè Letterario del Gallo

    Al primo piano è stato inaugurato da pochi mesi il Caffè Letterario, che unisce lettura e tranquillità, a deliziose prelibatezze della cioccolateria e della caffetteria. Propongono spesso nuovi aperitivi dedicati a diversi tipi di pubblico.

    Il luogo seduce per la particolarità delle sue rifiniture. Il banco del bar è ricoperto di spartiti musicali e i suoi tavoli tutti colorati e diversi, creano un armonia di colori e suggestioni. Incuriosisce l’intera parete di libri divisi per argomenti, proprio come una libreria!!!

    Il locale è tornato, dal maggio 2012, ai vecchi proprietari, Giovanni e Mimma. Si erano presi una pausa di circa un anno, ma poi hanno capito di non poter stare lontani dai loro clienti. Avevano aperto questo locale a Scandicci nel 1996, ma già dal 1980 erano proprietari di un ristorante al Galluzzo. E da allora lo portano avanti con lo stesso nome “All’insegna del Gallo” e la stessa semplice ricetta, di famigliarità e armonia.

    I proprietari

    I proprietari

    La cucina è  prevalentemente marinara, unico ristorante in Toscana ad essere specializzato in cozze, preparate con più di venti ricette. Tra le più curiose trovate le cozze alla birra, che emanano un delizioso profumo di birra legato al gusto del pesce, e le cozze alla francese, che il proprietario ha imparato a preparare in Francia durante in suo soggiorno in età giovanile.

    piatto di Impepata di cozze

    Il pesce e tutti gli altri alimenti da consumare freschi, arrivano ogni mattina e sono cucinati con passione, per rendere i piatti davvero squisiti. Oltre alle cozze e alle altre specialità di mare, si possono trovare i piatti della cucina tipica regionale: come la ribollita,la bistecca alla fiorentina , la tagliata  e tanti altri. Il Ristorante prepara anche primi e pizze senza glutine, accompagnati da una birra, anch’essa senza glutine. Nel menù una pagina è dedicata ai clienti vegetariani o vegani.

    Hanno una carta delle Birre con più di 30 birre artigianali e delle migliori marche, da poter gustare in ogni momento della giornata, non solo durante i pasti!!! Sia le pizze che gli altri piatti della cucina sono d’asporto, in modo da poter “cenare a casa come al ristorante”!!!

    logo ristorante

    Logo Caffetteria del GalloIl Locale si trova in via Poccianti 6, a Scandicci, in zona le Bagnesi, Firenze.

    Potete seguirli su FaceBook “All’Insegna del Gallo” e “Caffè Letterario del Gallo”.

    Il locale ha recentemente aperto un Blog, dove potete trovare un sacco di curiosità, link: ilgallettocanterino.blogspot.it

    Lo chef alle prese con i suoi piatti...

    Lo chef alle prese con i suoi piatti…

    Fiorentina

     

    Dipinto di Kraczyna "Le nozze di Arlecchino"

    Dipinto di Kraczyna
    “Le nozze di Arlecchino”

    l'installazione per San Valentino

    l’installazione per San Valentino


  2. NO LEZIONE LUNEDI 8

    aprile 4, 2013 by gianluca torrini

    Ricordo a tutti ch eil blocco della didattica per le vacanze pasquali è fino al 10 aprile. Pertanto, le lezioni inizieranno nuovamente il lunedì successivo.

    Vi prego di avvertire i colleghi.


  3. BUZZ

    aprile 3, 2013 by Rita Toscano

    The Joneses 2009

    “The Joneses” (http://www.youtube.com/watch?v=achUBX71Fj0) è un film americano del 2009 diretto da Derrik Borte con Demi Moore e David Duchovny (il Mulder di x-files).

    I Jones si trasferiscono in un bel quartiere ricco; sono la famiglia perfetta, entrano immediatamente in empatia con la comunità e fanno presto  amicizia con i vicini. La loro invidiabile vita è in verità un’enorme farsa. I Jones infatti non sono una vera famiglia ma degli esperti di buzz marketing il cui compito è quello di far desiderare ciò che hanno alle persone che incontrano. Tutte le loro cose, dai vestiti ai  prodotti di bellezza fino addirittura al cibo che consumano, sono forniti da aziende che cercano di imporsi sul mercato.

    Sfruttando la loro immagine perfetta riusciranno a far leva sulle debolezze dei vicini e dei conoscenti e li porteranno a fare di tutto per emulare il loro stile di vita. Un episodio tragico, innescato dal loro lavoro, porterà scompiglio nella famiglia Jones.

     

    Il BUZZ MARKETING (buzz è una parola onomatopeica che richiama al ronzio delle api), detto anche marketing dello stealth o marketing delle conversazioni, si basa su operazioni di marketing volte ad aumentare il numero delle conversazioni riguardanti  un prodotto o un brand e di conseguenza accrescere la notorietà di una marca. La strategia usata è: parlare e far parlare di brand, beni e servizi.

    In questo i Jones sono dei veri maestri!

     


  4. Il cellulare compie 40 anni

    aprile 2, 2013 by studenti 2013

    martin cooper

    Il 3 aprile del 1973, negli Stati Uniti, Martin Cooper faceva la prima telefonata senza fili con un apparecchio di un chilo e mezzo progettato dalla Motorola. Il costo, la grandezza del dispositivo e il tempo di autonomia (soli 10 minuti) fecero ritardare l’ascesa del “telefono senza fili”, che solo 17 anni dopo, nel 1980, riesce  ad avere una platea più ampia grazie all’assegnazione delle prime sequenze. Il successore del prototipo di Cooper è il Dyna Tac8000X , allora venduto a 3.995 dollari; la svolta si ebbe però con la serie StarTrac , lanciata alla fine degli anni ottanta che raggiungerà  il suo culmine con il modello StarTrac. Da lì in poi il cellulare inizia la sua corsa verso il successo. Adesso esiste un telefono mobile per ogni abitante della terra e telefonare è ormai diventata una funzione secondaria del dispositivo: con uno smartphone ci si collega a Internet, si scattano foto e si fanno video, si ascolta musica, si controlla il meteo, si leggono libri e molto altro ancora. Chissà quante sorprese ci riserva ancora il futuro!


  5. SARA’ VERO????

    aprile 2, 2013 by Lucia Massaglia

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    Il prossimo 4 aprile Facebook svelerà il suo nuovo progetto. Voci di corridoio sembrano avvalorare la tesi che questo nuovo progetto riguardi il tanto parlato, ma mai uscito, “Facebook-Mobile“. Pare che Facebook si sia messa in contatto con HTC  per progettare l’hardware; il telefono del social network con sede in California sarà caratterizzato da un processore a 1.5GHz, 1GB di RAM, 16GB di memoria interna, una fotocamera da 5 megapixel posteriore e una da 1.6 megapixel frontale. Il software dovrebbe essere una versione modificata del sistema operativo Androrid. Sembra che Facebook stia già pensando in grande infatti vorrebbe espandere la propria home e il proprio servizio anche ad altri dispositivi. L’ applicazione di Facebook sarà in grado quindi di diventare una vera e propria home di qualsiasi smartphone? Anche l’applicazione Messenger sembra aver avuto dei ritocchi e potrebbe mostrare dei popup all’ arrivo di nuovi messaggi.

     

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    Le due aziende avrebbero in mente anche la campagna marketing che sarà tutta concentrata più sul potenziale utente del dispositivo che sul software e sull’ hardware, a differenza degli smartphone usciti fino ad oggi; il claim pubblicitario sarà forse “More than just an app” per voler sottolineare che quello che uscirà non è un semplice smartphone creato a supporto dell’ app del social network ma un vero e proprio stile di vita. Secondo le ultime notizie trapelate il nuovo HTC dovrebbe chiamarsi “HTC Myst” La pubblicità avrà come base di partenza quella delle attuali pubblicità create dai leader del mercato degli smartphone.

    Sarà vero tutto ciò?!?!? Per saperlo basterà aspettare solo un paio di giorni e forse nella prossima estate potremo parlare con un telefono tutto nuovo!!!!

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  6. “Se crescono le donne, cresce il Paese”

    aprile 1, 2013 by Teresa Santoro

    Quest’anno “Se non ora quando“, movimento attivo dal 2011 che cerca di promuovere l’importanza della parità dei diritti femminili, ha dato vita ad un interessante spot pubblicitario a difesa di questi principi. La campagna promozionale, chiamata “Se crescono le donne, cresce il Paese” ha ricevuto il patrocinio di Pubblicità Progresso dal claim e, assieme al manifesto, hanno avuto lo scopo di promuovere l’agenda politica per le elezioni 2013.

    Manifesto Se non ora quando

    Liste paritarie con una quota uomini/donne 50 e 50, un programma welfare che aiuti donne, giovani e anziani, maggior attenzione al problema del femminicidio e della violenza sulle donne, sono i punti essenziali che per “Se non ora quando” devono essere presi in assoluta considerazione dai partiti italiani. Così, radio, tv, affissioni e web, sono state le emittenti che hanno divulgato questi messaggi attraverso la relativa campagna di sensibilizzazione, con la collaborazione delle due note attrici Claudia Pandolfi e Valentina Lodovini.

    Mi meraviglio nel vedere che nella nostra moderna Italia ci sia ancora bisogno di campagne pubblicitarie che sensibilizzino l’opinione pubblica. Molti sono i libri,testi e documenti che analizzano il caso, ciò nonostante la soluzione ancora non è stata trovata. Che tutto questo sia inutile? Cerchiamo i cambiamenti eppure è così difficile apportarli.

    Nell’attesa, speriamo che il Paese cresca…


     


  7. Inevitable

    marzo 29, 2013 by Jessica Paoli

    “Inevitable” conclude Brad Pitt nello spot dell’iconico profumo Chanel n°5, ma “inevitable” è stata anche la confusione che si è creata intorno al prodotto.

    Brad Pitt for Chanel n°5

    Ottobre 2012, lo spot della maison francese invade la tv.

    Lavorando come promoter in profumeria, nel periodo in cui passava la campagna pubblicitaria, frequentemente ho visto uomini andarsi a spruzzare un po’ di Chanel n°5, la fragranza überfemminile, il “pigiama” di Marylin Monroe. Alcuni mi hanno chiesto di poterlo sentire, convintissimi che fosse pour homme, ma di fronte alla triste scoperta molti hanno ribattuto con “ma Brad Pitt è un UOMO!”

    Il testimonial, portatore del valore e dell’immagine del prodotto, ha funzionato in parte, incuriosendo tutti, anche gli uomini, e non ha funzionato, non avendo centrato il target. Brad Pitt commenta la sua collaborazione con Chanel sostenendo l’attitudine rivoluzionaria della maison e della fragranza, infatti, grazie all’intuito di Coco, fu la prima che combinava essenze naturali e sintetiche, rivoluzionando il modo di fare profumi.

    Secondo me, nella maison avevano previsto la confusione, tant’è che alla prima parte dello spot, in cui Brad Pitt è l’unico protagonista per tutti i 30 secondi, succede una seconda parte che poi ha sostituito definitivamente la prima. Infatti nella seconda parte si sente solo la voce di Brad Pitt, che appare poi per soli 4 secondi, preceduto e seguito da immagini di donne.

     


  8. APP PER SMARTPHONE/TABLET E PUBBLICITÀ

    marzo 28, 2013 by Martina Rosato

    Attualmente un numero sempre più alto di giovani e adulti possiede uno smartphone e/o un tablet, che funzionano non solo, nel primo caso, come semplici telefoni per chiamare o inviare sms, ma permettono di realizzare svariate attività attraverso il download di applicazioni. Tra di esse ci sono le app dei giochi che stanno diventando una mania, come Ruzzle, gioco prodotto da MAG Interactive, pubblicato su Mac App Store e Google Play a marzo 2012, il cui successo arriva nel gennaio 2013 a livello globale. Come ha sostenuto Roger Skagerwall, fondatore di MAG Interactive, l’operazione Ruzzle era stata  avviata nell’aprile 2012 e nonostante gli alti costi di sviluppo, in poco tempo, ha creato una vasta percentuale di guadagno. Ma, in cosa consiste Ruzzle? In primo luogo, il gioco è ispirato al classico Scarabeo e consiste nel realizzare sfide interattive di tre turni, 2 minuti ciascuno, per cercare il maggior numero possibile di parole sulla scacchiera.

    Ruzzle

    La modalità con cui l’app si presenta, prevede due versioni: una gratuita e una a pagamento, più completa.

    In secondo luogo Ruzzle presenta una caratteristica interessante: permette di realizzare sfide, non solo con avversari casuali, ma anche con i propri amici di Facebook o follower su Twitter, permettendoci in qualche modo di restare “connessi” con le nostre reti sociali. E’ proprio questo che dà l’opportunità al gioco di essere conosciuto, in quanto, collegando le app tra loro, le vittorie o i traguardi raggiunti risultano visibili tra le attività che svolgiamo sui social network, per esempio su Facebook compaiono insieme ai “like” e alle nuove amicizie.

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    Questo sistema potrebbe essere una strategia che i creatori di Ruzzle hanno adottato per ampliare i giocatori, facendosi pubblicità in modo nuovo, ovvero senza proclamarla come tale e attraverso gli utenti stessi, mentre dall’altro lato, probabilmente spinti dalla curiosità, ci troviamo a voler provare il gioco, facendone ulteriore pubblicità, senza però percepirla come tale.

    imagesQuindi Ruzzle, come altre app, si fa conoscere e incrementa i suoi utenti grazie alla conversazione tra di essi ovvero facendo parlare di sé e forse, proprio la volontà e il bisogno di sentirsi parte di una certa rete sociale (o talvolta anche per adeguarsi a ciò che fanno gli amici), spingono gli altri utenti a “seguire la moda”. In conclusione, a dispetto di chi parla di moda, ossessione e addirittura “fanatismo”, app come questa sono per noi un passatempo divertente e per i team di sviluppo una fonte di guadagno e probabilmente una nuova strategia pubblicitaria realizzata attraverso i principali mezzi di comunicazione attuali, i social network.

     


  9. 3, 2, 1 ..tempo scaduto!

    marzo 27, 2013 by Simona Corsi

    Per le aziende l’obiettivo principale è solo uno: vendere. Ed è per questo che la loro macchina comunicativa è sempre in azione e gioca con noi. L’azienda se vuole vendere deve colpire i meccanismi decisionali del cliente e lasciare a questo poco tempo per riflettere su cosa sta comprando e sulle caratteristiche del prodotto in questione. Meno tempo il cliente avrà per pensare, più la vendita sarà assicurata. Una delle aziende che questo meccanismo sembra averlo capito molto bene è Amazon, il più visitato negozio online che vende da libri a cd, da oggetti per la casa ad abbigliamento. L’azienda produce tre modelli diversi di e-reader e giornalmente mette in vendita, per chi ne possiede uno, un e-book a prezzi stracciati: si parte da un minimo di 0,99 centesimi di euro per arrivare ad un massimo di 3,99 euro.

     

    esempio di un offerta per kindle proposta da amazon

    Dove sta la trovata? Proprio nel poco tempo: hai solo 24 ore per decidere se comprare o meno quel libro, poi il suo prezzo tornerà, anche se di poco, ad alzarsi.
    Se si analizzasse la gamma di libri che Amazon mette a disposizione durante quest’offerta ci si renderebbe subito conto che i titoli e gli autori non sono certo tra i più richiesti, né tra i più conosciuti, sempre con le dovute eccezioni ovviamente. Ma il meccanismo decisionale che scatta all’interno del probabile cliente è proprio quello di considerare l’acquisto come un affare visto il prezzo realmente basso. Inoltre questo sa che non può aspettare, domani non avrà più l’occasione di comprare quell’articolo ed è quindi spinto all’acquisto immediato.

    Al cliente vengono concesse inoltre pochissime alternative: per quel giorno ha la possibilità di acquistare ad un prezzo così conveniente al massimo tre libri (ma la maggior parte dei giorni della settimana ne viene proposto uno solo), di cui Amazon ti fa conoscere la trama e poco altro.

    Nella mente del cliente inizia così il rapido ragionamento: “Non ho mai sentito parlare di questo libro, ma la trama non è male. Poi anche se fosse brutto, alla fine lo pago solo 0,99 cent. Quindi che faccio? Lo compro o non lo compro? Suvvia, lo compro!”. E l’affare, per Amazon, è fatto.


  10. Prime proposte di esercitazione

    marzo 27, 2013 by gianluca torrini

    1. Agriturismo Il Sambuco: Teresa Santoro; Andrea Paci; Giacomo Martelli
    2. MTC Cappellini – Attività commerciale arredamento: Lorenzo Cappellini, Andrea Fanti, Francesco Monciatti.
    3. Stampa tshirt – Mocking
    4. Pagina su Facebook “Teladoiol’Elba” Veronica Brandi; Rita Toscano
    5. Azienda di serigrafia Seri-graphic
    6. Sabato sport  Lady Radio 
    7. Promozione libro del Laboratorio di Scrittura creativa del carcere di Sollicciano: Simona Corsi; Naike Monique Borgo; Catia Levato; Lucia Massaglia; Giulia Tosana; Lisa Nieri; Irene Magara; Irene Bruscino; Claudia Bonaiuti;Tortelli Sarah;Bertoni Elisa; Giulia Alfani
    8. Promozione di una stazione radio inventata (con canzoni regionali) : Helena Esposito; Veronica Guarducci; Sara Foschiani.
    9. “Caffè Letterario del Gallo” io propongo di lavorare su un posto già esistente… ha appena aperto e ha già due pagine facebook ed un blog, e poi cosa importante da notare è che se riusciamo a fare un buon lavoro possiamo vederne i frutti dal “vivo”!!! : Bonafè Sara (io ci lavoro e vi invito a vedere il posto e a mettere giù qualche idea se siete interessati… è a Scandicci, via Poccianti 6, zona Le Bagnesi).

     

    Ecco le esercitazioni che abbiamo ipotizzato lunedì. Segnatevi ed aggiungete le proposte.


  11. Una scoperta inaspettata

    marzo 26, 2013 by Andrea Fanti

    I neuroni specchio sono una classe di neuroni, individuati in alcuni uccelli, nei primati e nell’uomo, che si attivano quando un animale compie un azione o se la vede svolgere da un altro soggetto. Negli anni ’80 – ’90 del secolo scorso un gruppo di ricercatori dell’università di Parma stava svolgendo degli esperimenti sulla corteccia premotoria del cervello dei macachi. Avevano collegato degli elettrodi nella corteccia frontale inferiore di un macaco per osservare i neuroni specializzati nel controllo dei movimenti della mano. Nel momento in cui un ricercatore stava prendendo un frutto per svolgere un esperimento, alcuni neuroni dell’animale che stava osservando l’azione dell’uomo reagirono: e fu così, senza volerlo, che furono scoperti i neuroni specchio!


  12. Neuroeconomia. La neo-scienza!

    marzo 25, 2013 by Lucia Massaglia

    download  Nel 2002 un uomo di nome Daniel Kahneman vinceva il Premio Nobel per l’economia. Il signor Kahneman è il secondo psicologo al mondo ad aver vinto un Nobel in economia. Nato in Israele, ha condotto studi di ricerca sul    rapporto tra psicologia e scienza economica, concentrandosi sulla teoria delle decisioni in condizioni di incertezza. Con i suoi esperimenti ha voluto dimostrare come le decisioni economiche umane fossero più legate a principi di irrazionalità che a principi di razionalità (cosa che sostiene la microeconomia).

    La Neuroeconomia, nome che prende la disciplina, è un settore della ricerca neuroscientifica con un forte carattere multidisciplinare che cerca di costruire biologicamente i processi decisionali. Tutt’oggi sono molti i Dipartimenti a livello mondiale che fanno ricerche neuroeconomiche.

    Cresa(1)

    Anche in Italia abbiamo equipe che studiano Neuroeconomia; una di queste è l’equipe del  centro Cresa (Centro di ricerca in epistemologia sperimentale e applicata) del S.Raffaele di Milano, centro  co-diretto da Michele Di Francesco e Matteo Mortellini ed istituito nel 2006.

    Il centro Cresa, come tutti i Dipartimenti coinvolti, esamina quali sono le regioni del cervello che sono maggiormente coinvolte nelle decisioni e come il loro funzionamento è condizionato dal contesto, dalle emozioni e dagli individui con i quali entriamo in contatto.

    Nucleus-Accumbense-seen-fMRI-scan

    Le varie ricerche sono andate avanti su vari livelli: dallo studio del cervello della scimmia all’uso di metodi come: la tomografia a emissione di positroni (PET),la  risonanza magnetica funzionale (fMRI) e la registrazione di potenziali evocati.

    Negli ultimi cinque anni le ricerche sono andate avanti ottenendo buoni risultati, il Cresa si sta principalmente dedicando allo studio del rimpianto (regret) decisionale, del decision-making, del valore atteso.

    Molte però sono le domande che attendono ancora risposta!!!!


  13. Pubblicità ingannevoli

    marzo 21, 2013 by Irene Bruscino

    Più di una volta è capitato di vedere pubblicità sospese o denunciate per aver usato un linguaggio ingannevole o per aver dato un’informazione non corretta o per altri motivi ancora. Così come ci racconta il libro Pubblicità e retorica di Annalisa Cattani , molti spot si avvicinano al limite dell’illecito: ci sono quelli che promettono e non mantengono, come nel caso di prodotti dimagranti che promettono effetti miracolistici quando in realtà, il più delle volte, gli effetti che si riesce ad ottenere sono quelli dovuti agli sforzi dei fruitori per aver fatto diete o attività fisiche, oppure ci sono spot comparativi che invece di fornire informazioni sul proprio prodotto tendono a screditare l’altro, oppure quelli che usano come testimonial dei finti esperti o professionisti, o ancora quelli che si “scordano” di dare delle informazioni.

    L’ultimo caso che mi è capitato di leggere, proprio qualche giorno fa, riguarda la pubblicità della Vodafone, quella che ha come protagonista Pino, il pinguino.

     

     

    L’unione Nazionale Consumatori, (http://www.consumatori.it) con Massimiliano Dona come Segretario generale, ha denunciato infatti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato lo spot di Pino per pubblicità ingannevole. Pino effettivamente canta di fronte ad una folla impazzita per lui, che è possibile navigare e messaggiare “illimitatamente” a soli 11,90 euro al mese. Questo fa pensare di poter mandare tutti i messaggi che si desidera e di poter navigare senza limiti. In realtà la Vodafone con questo pacchetto offre 1 GB al mese che una volta esaurito, finchè non si rinnova l’offerta, la velocità di navigazione si riduce a 32 kbps senza costi aggiuntivi, cioè significa navigare con una velocità molto ridotta da rendere quasi impossibile l’uso di internet. In più la pubblicità non dice che con “Vodafone Unlimited” si attiva automaticamente “Open 200 voce” che prevede con 1 euro al giorno 200 minuti di telefonate verso tutti.

    Ecco che ancora una volta ci siamo scontrati con una pubblicità non propriamente chiara, che promette una cosa diversa da quella che realmente offre e che il potenziale cliente scopre quando cerca informazioni personalmente. A quanti non è mai capitato di rimanere sbalorditi di fronte a quelle informazioni da noi stessi ricercate che non risultano essere uguali a quelle che precedentemente avevamo appreso? E allora è giusto ascoltare quello che le pubblicità ci raccontano, ma senza scordarci di dare sempre a queste un adeguato peso.

     

     

     

     

     


  14. Rimandato l’incontro con Luca Rochira!!

    marzo 20, 2013 by gianluca torrini

    L’incontro con Luca Rochira è stato rimandato: non può venire a Firenze questo lunedì.

    Quindi, faremo regolarmente lezione lunedì pomeriggio.

    Ho visto che avete iniziato a scrivere articoli: bravissimi!

     


  15. Dono o obbligo?

    marzo 20, 2013 by claudia bonaiuti

    Nell’ultima lezione abbiamo parlato di regole sociali, in particolare di senso di reciprocità. Questa “caratteristica”, che appartiene all’uomo da sempre, è accettata e condivisa da tutti i membri della società, in quanto appartenenti allo stesso gruppo sociale. Per questo è stata soggetto di molti studi.

    mauss    Il primo a interessarsi all’argomento è l’antropologo Marcell Mauss (1872-1950). Il modello da lui proposto è apparentemente molto semplice, l’atto del donare si fonda su tre fasi fondamentali :

    DONARE – RICEVERE – RESTITUIRE

    Che cosa spinge gli uomini a donare? Ma soprattutto, cosa li spinge a restituire? Secondo Alain Caillè, esiste un vero e proprio paradigma del dono. Il dono è promotore di relazioni. La volontà di creare tali rapporti spinge l’uomo a donare. Sarà il senso di  debito che spingerà la persona che per prima ha ricevuto a restituire il dono.

    L’esempio più benale è quello di due amici che si incontrano a Natale. Uno si presenta con un bel regalo e l’altro a mani vuote. Questa situazione crea uno squilibrio tra i due amici e verrà azzerato soltanto con la restituzione di un regalo da parte del ragazzo in debito.

    Questo senso di reciprocità viene affrontato anche in altri campi. In psicologia  la reciprocità viene vista come facilitatore della persuasione. Tale potenziale può essere usato a favore dell’economia, infatti è coinvolto in molte strategie di marketing.

    L’esempio che mi viene in mente è quello di KIKO Cosmetics,  famosa azienda di cosmetici. I social network sono una ottima fonte di pubblicità e per festeggiare il raggiungimento di 1.000.000 di fun della propria pagina ,imagesCAZMINOO regalava a chi ne faceva parte un coupon che ti permetteva di ritirare nei punti vendita uno smalto gratis. In questo modo, quando il cliente si presenta a ritirare il suo regalo, entrerà in gioco quel senso di debito di cui parlavo prima. Quindi sarà sicuramente più propenso all’acquisto di altri prodotti e lo scopo dell’azienda andrà a buon fine.

     

                 

     

     


  16. Say No To Racism

    marzo 19, 2013 by Giacomo Martelli

    Ogni settimana per gli stadi della penisola va in scena sempre il solito copione triste e imbarazzante, costituito di cori volgari e insulsi, striscioni offensivi verso le solite “innocenti” persone, lancio di monetine e banane fin quando non si sfocia addirittura nella “mani”.

     A farne le spese sono sia i calciatori di colore diverso dal bianco o comunque dai tratti somatici/fisici non coincidenti con quelli di coloro che insultano, sia i semplici spettatori, magari con bambini, che vanno allo stadio per godersi una semplice partita di pallone.

    Ecco così che il martedì mattina, leggendo sul Televideo, è possibile notare le solite decisioni del Giudice Sportivo o autorità di turno, il quale infligge una multa più o meno leggera alle varie società calcistiche, evidenziando come motivo quello del “coro ingiurioso/razzista” nei confronti degli avversari.

    Stessa storia si ripete anche in ambito internazionale, dove spesso società più o meno blasonate, quando giocano in campi stranieri e hanno un grosso seguito di tifosi/ultras, vengono poi punite con la squalifica del loro campo perché i loro sostenitori hanno pubblicamente e sotto l’occhio vigile delle telecamere,  insultato a destra e manca coloro che fossero diversi per colore della pelle.

    E dire come sia la Uefa che la Figc con la Lega di Serie A e B si siano mobilitate con iniziative e campagne di comunicazione sociale per sensibilizzare le persone comuni al fenomeno, sperando d’ottenere comportamenti più civili. Addirittura la Uefa ha girato un piccolo video-clip dove Clarence Seedorf(ex centrocampista di Milan, Inter, Real Madrid, nato in Sud America, ma di nazionalità olandese) e Karim Benzema(attaccante della Nazionale francese e del Real Madrid, di origine algerina), sono testimonial della campagna di comunicazione per il rispetto e contro ogni forma di razzismo.

    Capire quindi come possa persistere questo fenomeno non è ancora chiaro, ma più complicato è forse risolverlo. Certamente l’efficacia delle campagne di comunicazione andrebbe rivista e magari potenziata con contenuti più incisivi che possano avere un obiettivo specifico rispetto al sensibilizzare e nient’altro. Utilizzare forse gli stessi testimonial, ma in un contesto pubblicitario/formativo differente potrebbe essere una delle vie opportune per dare vita a nuove soluzioni.


  17. The next big flop

    marzo 18, 2013 by Andrea Paci

    Il 14 Marzo 2013 al Radio City Music Hall di New York e a Times Square, in due eventi separati per la stampa e per il pubblico, si è tenuto l’evento di lancio del nuovo smartphone di punta di casa Samsung. L’evento è stato certamente uno dei più attesi dell’anno ed uno dei più seguiti e, proprio per questo motivo, molti si sarebbero aspettati reali novità.

    Anche con caratteristiche ottime, l’effetto WOW è mancato.

    Il design è certamente uno dei punti critici. Molti infatti avrebbero preferito che la casa coreana si spingesse per sperimentare soluzioni stilistiche alternative. Tuttavia si può obiettare che lo smartphone ha oggi  raggiunto uno standard stilistico ben definito, cioè il rettangolo con i bordi più o meno arrotondati, e che quindi pretendere un design rivoluzionario ogni volta che esce un nuovo smartphone sia qualcosa di on semplice realizzazione (oltre che un esercizio di stile fine a se stesso). Sono stati inoltre numerosi i leak, anticipati da vari siti, che mettevano in mostra la nuova creazione di casa Samsung e che da parte degli utenti non avevano raccolto comenti positivi. Proprio su questo senso di insoddisfazione si è giocata la battaglia di marketing delle case concorrenti (HTC, LG ed Apple su tutte).

    Le iniziative e le campagne di comunicazione hanno sfruttato sia l’evento stesso, con ragazze sponsorizzate da HTC che ragazze htcoffrivano patatine e bibite a tutti i presemarketing lgnti a Times Square, sia la delusione che è seguita alla conferma delle caratteristiche e del design del prodotto. LG proponeva di non aspettare il next ma di acquistare qualcosa già presente sul mercato, con una comunicazione portata avanti attraverso chiari richiami a quella Samsung mentre Apple si è limitata ad affermare, sul proprio sito, ciò che l’immagine rende meglio di tante parole…

    risposta apple al lancio di s4

    Con l’S4 Samsung ha fatto la prima mossa. Potrebbe bastare il senso di debito scatenato dalle patatine di HTC a smuovere gli acquirenti S addicted verso altri produttori? Ad Apple potrebbe bastare esserci, prima di tutto il resto?

    Solo le vendite potranno darci una risposta, quindi non ci resta che aspettare per saperlo.


  18. La Mela Avvelenata

    marzo 18, 2013 by Jessica Paoli

    Logo Apple

    Che relazione c’è tra il logo della Apple e un matematico? Non è una barzelletta, ma una delle tante e possibili spiegazioni del perchè Steve Jobs abbia scelto proprio una mela come logo per la sua azienda.

    Stavo seguendo il corso in Teorie e tecniche dei nuovi media al polo di scienze sociali, quando durante una rapida carrellata di date e momenti salienti della storia dei nuovi media siamo arrivati all’invenzione della macchina di Turing, antenata del computer, che poneva le basi per l’elaborazione del codice binario e degli algoritmi.

    Alan Turing matematico e logico, è considerato il padre dell’informatica e dell’intelligenza artificiale. Anche Google lo ha celebrato il 23 giugno scorso dedicandogli un Doodle interattivo per il centenario della sua nascita. Il Doodle richiede pazienza, il compito è riuscire a tradurre il logo nel codice binario.

    Doodle dedicato ad Alan Turing

    Alan Turing

    Turing è ricordato soprattutto per aver contribuito alla decifrazione del codice Enigma, usato dai nazisti nella seconda guerra mondiale per comunicare, la cui decifrazione permise agli alleati di conoscere in anticipo le mosse dei tedeschi. Egli riprogettò insieme ad altri matematici la Bomba di Rejewski, matematico polacco che costruì una macchina calcolatrice che simulava il funzionamento della macchina Enigma. Ma cosa c’entra quindi Turing con il logo Apple? Nonostante il suo grandissimo contributo nella vittoria della seconda guerra mondiale, nel 1952 fu arrestato per omosessualità dalle autorità britanniche. La pena inflittagli fu molto dura. Costretto alla castrazione chimica, l’assunzione degli ormoni gli causò impotenza e crescita del seno. Eccentrico e teatrale, non riuscendo più a sopportare tali trattamenti, nel 1954 si suicidò dando un solo morso a una mela avvelenata da cianuro di potassio, come nell’amata favola di Biancaneve.

    Steve Jobs

    La leggenda vuole che Steve Jobs abbia dedicato il suo famosissimo logo alla mela avvelenata morsa da Turing, anche se non c’è mai stata una conferma o una smentita di tale ipotesi (e non potremmo mai averne una dal diretto interessato). Il graphic designer, Rob Janoff, a cui fu commissionato il logo Apple, ha sostenuto più volte che il morso era stato fatto solo per non confondere la mela con una ciliegia e che nonostante le numerose leggende che ruotano intorno al logo (la mela di Adamo ed Eva, la mela di Newton, ecc.) Jobs avrebbe scelto quel frutto solo perchè ne era ghiottissimo.


  19. Prova articolo Laboratorio 2012/2013

    marzo 15, 2013 by gianluca torrini

    logo università degli studi di firenzeCorso dell’Università di Firenze.

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    bla bla blabla bla blabla bla bla

    bla bla blabla bla blabla bla prov grassetto blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla bla

    1. bla bla blabla bla blabla bla blabla bla bla
    2. vbla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla bla

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    bla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blabla bla blav

     


  20. L’ultima invenzione della Apple: la nuova generazione di Macbook Pro

    giugno 13, 2012 by Alessandro

    Tim Cook, ceo di Apple che ha preso il posto di Steve Jobs, ha lanciato questa sera al W.W.D.C. (Worldwide Developers Conference) la nuova linea di portatili MacBook Pro, che verranno consegnati con sistema operativo OSX Lion.
    Diciamo subito che le macchine introducono una novità senza precedenti, nel campo dei pc: il Retina display (che ha di recente debuttato sul nuovo iPad). E’ lo schermo con la più alta risoluzione mai visto su un notebook: 2880×1800 pixel su un display da 15.4 pollici e una densità di 220 ppi ( pixel per pollice).
    Lo schermo è estremamente sottile, così come la macchina che lo ospita (spessore di 1,7 centimetri e peso di 2,2 chilogrammi),al pari quasi del MacBook Air. Rispetto al modello precedente, il nuovo MacBook Retina è più sottile di 1/4.
    Ma c’è di più riguardo alla qualità dello schermo: i riflessi, sulle versioni lucide, sono stati ridotti del 75%, i neri sono più profondi, il contrasto più alto ed è migliorato l’angolo di visione, ha spiegato Cook. La densità di pixel del display consente all’utente di guardare video HD 1080p in una finestra. L’avvento del Retina display su Macbook Pro ha comportato una revisione delle applicazioni professionali, quali Aperture, Final Cut Pro, Photoshop. Anche iPhoto, Mail, Safari sono state riviste.Dentro il Macbook Pro c’è un processore quad-core capace di generare  fino a 2.7GHz.
    Il computer è molto silenzioso – ha spiegato Cook – grazie a un nuovo sistema di ventilazione e ad altri interventi. Ma forse l’aspetto più importante per i futuri acquirenti riguarda l’autonomia della batteria. Ancora una volta la Apple non delude, garantendo fino a 7 ore in esercizio, e addirittura 30 giorni in standby.
    La dotazione porte di connessione comprende SD slot, HDMI, USB3 USB2 su un lato della macchina, più MagSafe 2, 2 Thunderbolt, ancora una USB3/2, e l’ingresso per le cuffie sull’altro lato. “I migliori speaker stereo mai visti su un notebook, o un desktop”.
    Tra le altre caratteristiche trackpad multitouch incorporata, tastiera retroilluminata, 802.11n WiFi, e Bluetooth 4.0. Ovviamente a numerosi pregi si contrappone un difetto, ovvero il prezzo, che sarà superiore ai 2000 euro.