Cosa sarebbe successo se Garibaldi avesse avuto a disposizione la potenza di internet con i social network come facebook o twitter?
Ci ironizza su da un paio di mesi la compagnia telefonica della Tim utilizzando nei suoi spot un Garibaldi innovativo alle prese con telefonia, internet e social network. Ironia o meno, internet affiancato alla potenza dei social network, nell’ultimo decennio si è rivelato lo strumento vero e proprio di mobilitazione di masse. Basti pensare a quante campagne nascono su facebook ogni giorno, dalla semplice pubblicizzazione di prodotti a quella di campagne umanitarie. Sono decine gli avvenimenti di rilevanza mondiale che ci fanno intravedere all’interno della rete uno strumento con una potenza non indifferente.
Tra questi eventi non passa sicuramente inosservata la campagna promossa dalla Invisible children. Un video, intitolato Kony 2012 , girato da questa associazione si sta diffondendo nel web grazie alla sua condivisione attraverso i social network assumendo una portata definibile tranquillamente virale, raggiungendo in poco più di due settimane 80 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. Lo scopo di questa iniziativa è appunto rendere nota, attraverso lo sharing, la storia di Joseph Kony, un uomo dell’Uganda che ha arruolato più di trenta mila bambini nel proprio esercito, privandoli di una serena infanzia e sottoponendoli a una dura vita caratterizzata da atrocità. Invisible children ha quindi deciso di sfruttare la potenza di internet e dei media, invitando gli utenti dei social network a guardare e condividere il video; in questo modo ognuno di noi può dare il proprio contributo partecipando attivamente alla causa semplicemente cliccando sul tasto condividi.
Come dimenticare poi, tra gli eventi menzionati sopra, il caso di Sakineh, donna iraniana arrestata nel 2005 dopo il presunto assassinio del marito. A seguito di un processo iniquo, è stata condannata per adulterio durante il matrimonio e separatamente per complicità nell’omicidio. L’adulterio durante il matrimonio in Iran è punibile con la lapidazione, a questa decisione tutto il mondo si è mosso in suo aiuto: il nome di Sakineh ha riempito oltre che gli striscioni nelle piazze anche tutti i social network esistenti.
Questo ci lascia intravedere l’importanza che hanno assunto internet e i social network da un paio di anni a questa parte, un’importanza riscontrata anche da guru a livello mondiale come Chris Anderson, direttore della rivista mensile statunitense Wired, tanto da spingere internet tra i candidati al premio Nobel per la pace per l’anno 2010.
Egli afferma che la tecnologia può davvero cambiare il mondo. Internet ha ora raggiunto un livello superiore. [..] La gente vuole la pace e se ne ha la possibilità, lavorerà incessantemente per averla. In poche parole, non c’è partita tra un account Twitter e un fucile AK-47, ma a lungo termine la tastiera è più potente della spada.
Tale proposta si basa sulla convinzione che Internet costituisca un potente strumento di democrazia e che la comunicazione globale veicolata attraverso la rete sia il mezzo più efficace per superare barriere di tipo politico e militare, per diffondere la conoscenza e per affermare la cultura della collaborazione e della condivisione. Così il direttore di Wired Italia Riccardo Luna commenta Internet for peace.
Una società in continua evoluzione, dunque, che trasforma i cavalli e i condottieri di una volta in piccoli e portatili personal computer per condurre verso fini nobili.