Prendendo spunto dal post della collega “Come sono nati i nomi dei brand più famosi?” vediamo come nascono graficamente i loghi, che spesso fanno la fortuna delle aziende che rappresentano.
Il logo è fondamentale per un brand, poiché diventa il marchio identitario nel quale si deve riconoscere e che lo rappresenterà nel campo commerciale. Ci sono dei requisiti fondamentali, con i quali bisognerà progettare il logo, affinché sia efficace nei confronti del consumatore.
1. Semplice
2. Facile da ricordare
3. Eterno
4. Versatile
5. Appropriato
S E M P L I C E - Keep it simple.
Un logo semplice e versatile è facile da ricordare. Gli permettere di essere unico nel suo genere senza troppi dettagli stilistici ridondanti ed inutili. Eliminando elementi troppo complessi, scegliendo font di facile lettura e trovando una via di mezzo fra colori (non più di tre) pastello smorti e quelli al neon troppo accecanti, riusciremmo ad ottenere un prodotto di grande effetto sul consumatore. Fondamentale è anche l’equilibrio spaziale del logo e il suo “ordine interno” affinché non dia l’effetto di confusione.
Esempio calzante per questo primo punto è il logo Nike (costato solo 35 dollari) e che ha fatto la fortuna della società:

F A C I L E D A R I C O R D A R E – Link & Design.
Succede spesso, a primo impatto, che si associa prima l’icona grafica ad un determinato prodotto (o ad una azienda), invece che leggendone il nome. Quindi, se ci fate caso, succede altrettanto spesso che il logo è coerente e pertinente a quello che il brend offre sul commercio. Se il nome della marca è facile da ricordare, questo stesso punto di forza può costituire l’idea di spunto per il logo. E’ di fondamentale importanza però essere anche originali, perchè no, anche provocatori con un design accattivante come nel caso del brend A-Style, marchio esemplificatorio di questo secondo punto.

E T E R N O – No Trendy for now but immortal for ever.
E’ inutile cercare di creare un logo trendy e alla moda, perchè si sa..le mode vanno e vengono. Bisogna puntare ad un logo che neanche il tempo possa scalfire e che rimanga immutato nella mente delle persone per un brend sempre attuale come quello della Coca Cola o della Barilla.
V E R S A T I L E – All version you can do.
Il logo deve potersi sottoporre a diverse modifiche, utilizzi e funzioni. Deve essere “malleabile”. Perchè questo sia possibile è consigliabile disegnarlo in vettoriale. La grafica vettoriale si presta benissimo poichè non fa perdere qualità all’immagine, qualora si ingrandisca o rimpicciolisca. Adobe Illustrator o Corel Draw sono utili alleati alla causa!
Il logo oltre tutto deve essere anche soddisfacente in versione bianco/nero per eventuali stampe su vari supporti e per ridurre i costri di stampa.
A P P R O P R I A T O – Ok for my business!
Il logo deve essere adeguato al suo potenziale pubblico. Il logo deve essere coerente con ciò che rappresenta, attenzione però a non cadere nell’errore opposto: non necessariamente il logo deve mostrare esplicitamente l’attività della tua azienda. Il logo della Apple non è un computer, quello della Mercedes non è un’auto e quello della Lacoste non è una polo. Un buon esempio può essere il famosissimo logo della Barbie.

Ovviamente queste sono delle regole base che i maestri del settore seguono come linee guida. Molte aziende hanno stravolto i concetti sopra citati, sfidando se stesse e stravolgendo quelli che sono gli standard.
E’ sempre necessario avere chiare in mente quelle che sono le finalità che la un brand: il suo stile, il suo target e quello che vuole comunicare.
Non è utile partire subito dalla creazione del logo al PC. E’ sempre bene cominciare da bozze manuali, come ai vecchi tempi, affinchè ci sia quel processo di riflessione che porta ad un ispirazione più ampia. Quando si passa alla digitalizzazione ricordarsi sempre di usare il giusto font, leggibile e comunicativo.
Un ulteriore fattore di rilevante importanza, prima di completare e rifinire il proprio logo è controllare sui siti specifici se non è la brutta copia di uno già registrato o se non ci sono troppi elementi di somiglianza, dato che si può incorrere in sanzioni per plagio.
Infine un buon giro di feedback non può che aiutare il vostro lavoro!
Ripercorrendone brevemente la storia, ricordiamo che per telefonare venivano usati da 1959 al 2011 (con l’avvento dell’Euro furono messi fuori produzione) i Gettoni Telefonici che erano dischi di metallo senza nessuna valenza di conio statale. Il valore dei gettoni e dei relativi scatti telefonici che vi si potevano effettuare, mutò nel corso della storia.
Telecom Italia grazie alla collaborazione con la 


