Comprare si sà, è uno dei passatenpi preferiti delle persone. C’è chi compra vestiti, chi compra fumetti oppure oggetti da collezione. Ma quello che acquistate, siete realmente sicuri, di acquistarlo di vostra spontanea volontà?
Il commercio e il marketing, due settori che si tengono amabilmente a braccetto, da qualche anno a questa parte stanno puntando molto sul concetto di tempo. Il tempo è fondamentale per permettere alle persone di ponderare razionalmente su una scelta da prendere o qualcosa da fare. Quindi nella diretta proporzione che si va a creare: se si diminuisce il tempo, diminiusce anche la capacità di pensiero dell’acquirente, che appunto comprerà il prodotto stabilito.
In che modo è possibile fare tutto questo? Semplice..Puntando sul concetto di Scarsità.
Questo concetto si può sviluppare su due direzioni: la scarsità del prodotto, o la scarsità di tempo per effettuare l’acquisto.
I pop up store sono la nuova frontiera del commercio. Non basta più il classico “negozio di fiducia” statico, immobile che sappiamo essere lì al bisogno. Il commercio si avvale di un concetto più aggressivo e competitivo per le proprie vendite, quindi vengono creati negozi “temporanei” che rimangono aperti un determinato lasso di tempo per vendere o promuovere un altrettanto limitato prodotto. Appunto, come i pop up, vetrine che si aprono, lampeggioano e poi si chiudono. Questo oltre che invogliare il consumatore ad andarsi a comprare un oggetto esclusivo e limitato (per accrescere anche la propria autostima e la propria posizione sociale fra i coetanei) lo porta anche a non riflettere sulla necessità di avere quel determinato prodotto e lo acquista “senza pensarci”.
Un altro esempio molto interessante sono le aste, shopping a tempo e il saldi che troviamo: on line su siti come E-bay, Groupon oppure Privalia oppure nel quotidiano in luoghi come outlet, negozi o spazi doganali. La politica utilizzata è portarti ad una situazione di stress personale ed interiore, in cui sei combattuto fra il prezzo allettante del prodotto e la reale necessità che in quel momento hai di acquistarlo. Ecco che presi dalla foga della “fortuna” che abbiamo in quel momento di poter risparmiare ci buttiamo in uno shopping compulsivo, dove acquistiamo più di quello che dovremmo e di quello che ci servirebbe.
La limitatezza dell’offerta è il fulcro principale dell’acquisto.
Vi lascio con un video di un “Black Friday” del 2010
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