09/05/2012 by Serena

- 1. È un’associazione nata in Italia all’inizio degli anni ’70, sull’esempio di analoghe iniziative del mondo anglosassone. I professionisti che ci lavorano lo fanno volontariamente e gratuitamente, senza fini di lucro. Anche i media che divulgano le campagne della P.P. lo fanno a titolo gratuito.
- Le associazioni che partecipano a P.P. sono varie: tra esse la Rai e Mediaset.
- Esse si pongono come compito quello di risolvere problemi morali, civili ed educativi. I criteri usati per la scelta del tema della campagna sono i seguenti: avere interesse nazionale; non avere carattere commerciale, né partitico, né influire su interessi finanziari di specifiche associazioni e istituti.
- Con la nascita di questa associazione si comprende per la prima volta che la pubblicità può svolgere un ruolo di pubblica utilità. La comunicazione infatti qui è indipendente dalla presenza del prodotto e dall’invito a consumarlo
- Alcune campagne, delle 28 realizzate:
- 1971-72: a favore della donazione del sangue. Slogan: “Diventa sempre più difficile far finta di non vederlo. C’è sempre bisogno di sangue. Ti aspettiamo”. [Foto: tre medici e un’ambulanza dell’AVIS, su cui è scritto: "Non hai più scuse per non entrare qui"].
- 1972-73: a difesa del verde. Slogan: “Se trattate i boschi come pattumiere, tra qualche estate i vostri pic-nic li farete in pattumiera”. [Foto: una famiglia fa pic-nic in mezzo a una discarica]
- 1991-92: a favore del volontariato. Slogan: “Per essere utili agli altri non serve volare. Basta volere”. “Volontariato. Lo straordinario di ogni giorno”. [Disegno: fumetto di Superman che vola]
- 1991-92: contro il razzismo. Slogan: “Saranno amici per la pelle”. [Foto: due adolescenti in bicicletta: quello nero guida, quello bianco sta dietro] Altre scritte minori parlano della multirazzialità spontanea tra i bambini.
- 1992-93: a difesa dei non-vedenti. Slogan: “Il guaio dei non vedenti è vivere in un mondo di ciechi”. [Foto: una macchina parcheggiata sul marciapiede].
- 1996-97: un gesto di civiltà. Slogan: “Un gesto di civiltà, contagio vitale”. L’obiettivo della campagna era quello di educare i cittadini a comportamenti civili (migliorare i rapporti umani, l’ambiente, la qualità della vita (p.es. mettere le cinture di sicurezza, abbassare il volume della tv, cedere in tram il posto a un anziano ecc.).
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