netiquette in classe, virtuale

Mentre scrivevo la tesi mi domandavo se fosse stato utile o meno scrivere un paragrafo sulla netiquette (in realtà, dieci anni fa mi chiedevo ancor più insistentemente se i nuovi media, in Italia, sarebbero mai potuti esser presi sul serio dalle scienze sociali così come lo stava facendo il marketing).

Alla fine scrissi qualche rigo, destinato a rimanere chiuso in quelle pagine mai più riaperte, ma i dubbi erano tanti. Forse un senso di fastidio verso il classico galateo, che ai miei occhi andava bene per gli aristocratici a tavola, mentre per il resto del mondo basta la buona educazione ed il rispetto, che generalemnte non vengono mai messi per scritto, sarebbeo bastati ed avanzati.

Per questo quando mi sono imbattuto in queste Online Course Netiquette Guidelines del Lake Superior College mi è venuto da riflettere su chi ha prodotto le regole del bonton in Rete, su chi le vuole far passare.

La sensazione è che sopravviva il tentativo di ostracizzare alcuni comportametni che sono normali sul web, e che, per chi ci sta veramente sopra, magari servono ad essere maggiormente produttivi. Ma, ancora di più, vorrei far scrivere una guida alla netiquette ad un ragazzino di 15 anni, per capire se il significato “urlare” delle lettere maiuscole vale anche per loro o no.

Gaurdare Facebook o MySpace per credere.

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