Finita la, anzi, le Social Media Week, da Freedata Labs arrivano una serie di indicazioni importanti per capire le diversità di comportamento degli utenti online…drizzare le antenne, perchè stili di utilizzo diverso portano a strategie di amrketing sensibilemente differenti.
Ecco un po’ di dati e considerazioni, prese direttamente dal comunicato stampa di Freedata Labs, che si sono impegnati in tempo reale a monitorare quante persone hanno seguito le Social Media Week, quanti post sono stati scritti, qual era il “tono” di questi contenuti, quali sono state le parole più utilizzate e quali sono stati i post più commentati.
La pagina Facebook relativa alla SMW milanese è quella che riscuote maggior successo, con 2.845 “mi piace” e 523 post pubblicati.
A forte distanza seguono le pagine relative alla SMW di Los Angeles (401 “like” e 57 post pubblicati) e di Buenos Aires (205 ”like” e 73 post), mentre per le altre città non è stata neanche creata una pagina ufficiale.
La differenza comportamentale emerge analizzando Twitter, che risulta essere lo strumento più popolare oltreoceano.
La pagina Twitter della SMW di Los Angeles è quella con il più alto numero di followers (852) e con il maggior numero di tweets (4.721), seguita da Buenos Aires con 779 followers e 6.030 tweets, Bogotà 553 followers e 2.370 tweets, Milano 438 followers 2.640 tweets, Mexico City 119 followers e 669 tweets.
Riguardo alla blogosfera, risulta che gli italiani sono stati i più attivi: 3.402 blog si sono occu-pati dell’evento nella città di Milano, con 3.780 post, contro i 1.761 di Los Angeles (1.957 post), 862 di Buenos Aires (958 post), 856 per Mexico City (952 post), 414 per Bogotà (461 post).
In più, un’analisi qualitativa dei contenuti “automatica”:
Per la prima volta, le conversazioni in rete sono state misurate con un profilo psicometrico e sono stati identificati “Talking Style” molto diversi e sorprendenti: i geek italiani sono i meno estroversi e cordiali, la maggior apertura verso l’esperienza si riscontra a Bogotà.
Grazie alla nuova applicazione di Freedata Labs che, appoggiandosi alla teoria dei Big Five traits, delinea automaticamente il profilo psicometrico dei testi, è stato possibile tracciare dai tweets pubblicati i diversi “Talking Style” per ogni SMW.
Il “Talking Style” prevalente dei post sulla SMW di Milano mostra la minor estroversione, il più basso livello di cordialità, scrupolosità e apertura all’esperienza e può essere caratterizzto come vicino ad un profilo geek tipico di “super tecnici” e “addetti ai lavori”.
Los Angeles è, invece, quella che più si stacca dalla media in termini di cordialità e questo consente di attribuirle un “Talking Style” da mass media più vicino alla modalità di comunicazione normalmente utilizzata per la divulgazione tecnico scientifica.
Altro elemento da sottolineare è che Milano non accompagni al linguaggio meno cordiale una maggiore stabilità emotiva, che invece ritrova a Bogotà e Buenos Aires i valori più alti.
A Milano, infatti, seguendo un comportamento da grandi appassionati, gli utenti usano molto i toni estremi ed entusiasti e non mirano a far comprendere i contenuti.
I post più “aperti all’esperienza” vengono dalla SMW di Bogotà (dal valore più lontano dalla media), subito seguiti da Mexico City e Buenos Aires, abbastanza lontane da LA e ancor più da Milano.
Ciò indica per i paesi dell’ America Latina l’utilizzo di un linguaggio proiettato nel futuro, molto aperto alle novità, ricco di voglia di sperimentare e desideroso di accogliere le nuove opportunità.
A Los Angeles e Milano, dove il mercato è più maturo, si fanno valutazioni più consapevoli e critiche riguardo al web 2.0, mentre il sud America, più povero e sicuramente con prospettive di crescita molto interessanti, è, per suo ciclo economico, più aperto e proiettato verso il futuro.
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