e ora perquisiamo il cellulare…

vista la gran quantità di dati sensibili ospitati da cellulari, palmari e computer portatili, la polizia statunitense reclama la necessità di poter leggere e copiare quegli stessi dati dai devices delle persone che sotto stato di arresto.

il dibattito sul fatto che questo sia o meno una violazione della privacy e, soprattutto, del quarto emendamento della costituzione americana, è acceso, anche perchè due giudici si sono espressi in modo contrastante.

ecco il fatto in un articolo apparso su cnet, con tanto di documentazione e link ad altri due contributi tutti da leggere.

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